|

Ai segretari di circolo del Pd del Friuli Venezia Giulia
Cari segretari,
i recenti scandali che hanno coinvolto molti esponenti di partito e l’emergere di modalità illecite con cui vengono utilizzati i rimborsi elettorali che spettano alle formazioni politiche hanno inferto un colpo molto pesante alla credibilità dei partiti e al sistema della rappresentanza democratica in Italia, già duramente provata da un ventennio di anomalia.
Un colpo doppiamente pesante nei confronti di chi, come voi, ogni giorno fa attività politica con passione ed impegno, anche rimettendoci di tasca propria.
La giusta difesa del finanziamento della politica, proprio di ogni sistema democratico, non può tuttavia reggere senza una radicale riforma e degli esempi concreti di sobrietà.
Il Pd, che dal suo atto di nascita ha deciso di far certificare il bilancio da una società di revisione esterna, in queste ore ha depositato in Parlamento una legge sulla trasparenza e su rigorosi controlli dei bilanci dei partiti, che prevede sanzioni certe e pesanti per chi non vi si attenga. L'azione della Lega Nord ha dilazionato l'approvazione di questa legge e ha impedito che entrasse in vigore in tempi rapidissimi, anche se godrà comunque di una corsia preferenziale.
Fino a quando non saranno state approvate definitivamente queste norme su trasparenza, controlli e sanzioni, il Pd ritiene che debba essere sospesa la rata di finanziamento pubblico prevista per il prossimo luglio. A titolo personale, io mi sono pubblicamente espressa chiedendo che il partito dia un segnale più forte al Paese, trasformando la sospensione in una rinuncia definitiva.
Siamo concordi nel ritenere indispensabile e urgente avviare la riforma del finanziamento pubblico alla politica, secondo modelli europei, inserendola nella legge di applicazione dell'art. 49 della Costituzione sui partiti, in calendario alla fine di maggio. Questa è la sede per rimettere a fuoco la funzione cruciale delle organizzazioni politiche, per regolamentare la loro vita democratica interna e per ridefinire quantità e modalità di sostegno finanziario pubblico alla loro attività.
Per il Pd i criteri fondamentali della riforma sono:
- norme specifiche per il contenimento dei costi di tutte le campagne elettorali; a questo riguardo, devono essere stabiliti tetti massimi alle spese sia per le campagne elettorali nazionali che locali; devono essere preventivamente depositate presso la magistratura, nonché pubblicate sui siti web, le dichiarazioni riguardanti i fondi raccolti, la loro provenienza e le spese sostenute (la segretaria nazionale ha già deciso il taglio del 30% delle spese per la campagna elettorale delle amministrative);
- ulteriore e significativa riduzione, da subito, della quota di contributo pubblico per le elezioni nazionali, europee e regionali, la quale deve essere restituita alla funzione originaria: un contributo cioè alle spese in occasione di ciascuna elezione;
- libera contribuzione da parte di singoli cittadini o associati alla base del finanziamento, la possibilità cioè di un autofinanziamento diffuso con un tetto non valicabile, secondo modelli europei, in particolare quello tedesco.
Su queste proposte si svilupperà l'azione dei gruppi parlamentari a cui vi chiedo di affiancare la vostra opera sul territorio per portarle a conoscenza del maggior numero di persone ed evitare che, ancora una volta, prevalga l'ingiusto e pericoloso luogo comune secondo cui “sono tutti uguali”.
Cordialmente
Debora Serracchiani
Segretaria regionale Pd Friuli Venezia Giulia
|